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Malakos è ora Istituto Scientifico CITES

  • Malakos
  • 26 lug 2025
  • Tempo di lettura: 2 min

Tempo di lettura 2 minuti


"A seguito della domanda al protocollo della Direzione MASE n.162591 del 9 settembre 2024, e successive integrazioni, si comunica l’avvenuta iscrizione nel Registro CITES delle Istituzioni scientifiche, di cui all’articolo VII, paragrafo 6, della Convenzione di Washington ed al DM del 19/12/2023, con il codice IT 039."

 

Inizia così la lettera che ci arriva dal Ministero e che ci riempie di gioia. Grazie all’apposito decreto del Ministero dell’Ambiente e della sicurezza Energetica, Direzione generale tutela della biodiversità e del mare, il Museo Malakos ha raggiunto un altro importante traguardo: divenire Istituto Scientifico ufficiale nazionale CITES, divenendo così uno dei pochi musei in Italia depositari dei materiali sequestrati per importazione illegale da parte del nucleo dei Carabinieri.


Il raggiungimento di questo importante traguardo è il frutto dell’incessante lavoro del suo staff ed in particolare, della sua direttrice Dott.ssa Debora Nucci e della Dott.ssa Beatrice Santucci, con l’aiuto della nuova arrivata la botanica dott.ssa Martina Biagioli. Le biologhe del museo lavorando a stretto contatto con il nucleo CITES di Roma ed il nucleo CITES di Perugia sono riuscite ad effettuare una seconda visita presso l’unico magazzino di reperti sequestrati dai carabinieri, presso Magliano de’ Marsi e dopo accurate progettazioni ed analisi hanno richiesto e ottenuto l’affido di reperti molto rari e significativi dal punto di vista didattico ed espositivo.


 Il museo fondato dal Prof. Gianluigi Bini, del quale è il responsabile scientifico, si è arricchito dunque di preziosi esemplari di specie in via di estinzione che, nonostante la rigida tutela alla quale sono sottoposte in tutto il mondo, continuano ad essere oggetto di commerci illegali. Zanne, manufatti, pelli di animali, crani di coccodrilli e tartarughe, strumenti musicali e altri reperti, sono da oggi depositati presso il museo e sono in via di restauro e determinazione, saranno visibili con una nuova esposizione da ottobre prossimo.


Questi materiali verranno esposti nel percorso museale per la sola osservazione (i più delicati e rari) e per le esperienze sensoriali (manufatti e strumenti); per creare nuove attività di educazione ambientale, fare comunicazione scientifica sui temi della conservazione ambientale, della distruzione di habitat e di intere specie e delle ripercussioni a livello globale, ma ancora, dei traffici illeciti e dell’enorme giro di affari della malavita che ruota intorno al mondo animale e vegetale e allo sfruttamento della natura.


Per informazioni 349.5823613 - 075.8552119 o malakosmuseum@gmail.com


Gianluigi Bini e Debora Nucci


 
 
 

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